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GAZA. “Restiamo Umani”

Meri Calvelli* 15 aprile 2019
A otto anni dalla scomparsa di Vittorio, le condizioni di vita nella Striscia di Gaza assediata sono sempre più difficili. “La popolazione è stremata – scrive Meri Calvelli, direttrice del Centro di scambio culturale Vik di Gaza City –ma non cede alla sopraffazione”.

Ricorderemo Vittorio che è sempre con noi a Gaza, in quella Gaza che non riesce ad abbattere le frontiere e a varcare i confini per la libertà. Come nel 2011 le proteste si fanno sentire, la popolazione è stremata ma non cede alla sopraffazione che è costretta a vivere dentro la grande prigione a cielo aperto.
La vita quotidiana è sempre più difficile, i giovani vogliono fuggire, non per lasciare la propria terra ma per avere un’opportunità di vita e di futuro. In questi anni, chi è riuscito ad uscire, ha cercato la comunicazione, le opportunità e le strategie capaci di dar vita a nuove possibilità per Gaza. In tanti, soprattutto giovani e donne, scappano per cercare di apprendere il più possibile e di conoscere il mondo esterno; la conoscenza di culture diverse con le quali poter interagire, crescere e progredire cercando di trovare soluzioni alla follia dell’occupazione e della guerra senza fine imposta da menti chiuse e perverse.
Uscendo si porta fuori una parte di cultura e identità da salvare, si trasformano le capacità in arte che diventa fondamentale per lo scambio e la conoscenza. L’arte della diplomazia culturale diventa un valore importante e universale per le nuove generazioni per costruire e lasciare una eredità diversa alla società; attraversare i confini per trasportare arte, musica, sport, mezzi importanti di scambio di idee al di là delle differenze religiose per essere partecipi e protagonisti di modelli di cooperazione e di solidarietà . Sono queste, le iniziative individuali, con cui ognuno di noi, in questo periodo buio e pieno di violenza, può dimostrare la capacità di ricerca e di giustizia tra i popoli per un mondo diverso liberato da stretti confini, appartenenti ad una unica razza, per restare umani, così come Vittorio ha creduto fino alla fine.
Con VIK sempre nel cuore
* Direttrice del Centro di scambio culturale Vik di Gaza City