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Calcio : “Suarez non parla italiano ma deve passare l’esame”, si indaga per corruzione

Fabio Tonacci 23/09/2020

I pm: prova anticipata e domande concordate. Cinque indagati all’Università di Perugia

ROMA – “Il ragazzo comprendeva sempre, non aveva problemi di ascolto, immagino che avesse seguito dei corsi accelerati di lingua italiana. Italiano e spagnolo non sono lingue così distanti… L’esame è durato 12 minuti”. A riascoltare oggi l’intervista rilasciata alla radio privata spagnola Cadena Ser da Lorenzo Rocca, uno dei membri della commissione che ha promosso il candidato Luis Alberto Suarez Diaz, alias el Pistolero, alias il sogno proibito della Juventus di Pirlo che lo voleva accanto a Ronaldo, la sensazione è di trovarsi al cospetto di una colossale presa in giro.
Quell’esame tenutosi all’Università per stranieri di Perugia il 17 settembre scorso è stato, secondo i magistrati, un’autentica farsa.

Il procuratore capo di Perugia Raffaele Cantone ha aperto un’indagine per falso ideologico, rivelazione di segreto e – vedremo poi – corruzione. Nel decreto con il quale dispone l’acquisizione dei telefonini, dei pc e degli account di posta dei cinque indagati, Cantone scrive parole tanto dure quanto inequivocabili: “La sessione straordinaria di esame è stata istituita ad hoc per il calciatore, al quale sono stati anticipati le modalità e i temi della prova”. Le intercettazioni telefoniche tra i dirigenti scolastici sono a dir poco eloquenti. “Ma te pare che lo bocciamo?”, “non coniuga i verbi, parla all’infinito”, il tenore è questo. Sono accusati la rettrice Giuliana Grego Bolli, il direttore generale Simone Olivieri, Lorenzo Rocca, la preparatrice didattica Stefania Spina e l’impiegata Cinzia Camagna. La Juventus, per stessa ammissione degli inquirenti, al momento non è coinvolta. Ma la faccenda è complicata e scivolosa, l’inchiesta è agli inizi e dall’analisi dei supporti informatici potrebbero venire delle sorprese.

L’esame anticipato di 5 giorni
Questa storia comincia il 7 settembre. La Juventus sta pensando di comprare dal Barcellona il giocatore uruguaiano ma, per farlo entro il 5 ottobre, deve avere il passaporto comunitario. La Juve infatti nella sessione di mercato estiva ha già raggiunto il limite di due acquisti di calciatori extracomunitari. Suarez ha una domanda di cittadinanza aperta da due anni (la moglie ha il passaporto italiano) e mai conclusa. Manca il test della lingua. Un dirigente della società torinese quel giorno chiama una persona a Perugia per avere informazioni sull’Università per stranieri. Il gancio si mette in contatto con il dg Olivieri, il quale si dice felicissimo all’idea che Suarez vada lì a sostenere l’esame di italiano “livello B1”, requisito minimo per la cittadinanza. A questo punto interviene lo staff di Suarez che nei giorni seguenti invia delle mail all’Ateneo, mettendo in copia i legali del club torinese. Per prepararsi al test, Suarez segue per 4 giorni lezioni online su Teams, della durata di un’ora ciascuna, con la docente Stefania Spina. La sessione ordinaria è fissata per il 22 settembre, ma c’è la necessità di accelerare i tempi. Quindi la direzione dell’istituto ne programma una straordinaria per il 17 settembre. E qui cominciano i guai.
Le intercettazioni
Da febbraio i telefoni dei docenti sono intercettati dai finanzieri del Nucleo di Polizia economica, nell’ambito di un’indagine che riguarda la gestione e i bilanci dell’Ateneo. Ecco cosa annotano i militari, guidati dal colonnello Selvaggio Sarri.
Il professor Diodato il 12 settembre si rivolge alla tutor di Suarez: “Hai una grande responsabilità perché se lo bocciate ci fanno gli attentati terroristici”. E la professoressa Spina: “Ma te pare che lo bocciamo! Oggi ha chiamato Lorenzo Rocca che gli ha fatto la simulazione dell’esame e abbiamo praticamente concordato quello che gli farà l’esame!”. Tre giorni dopo ancora Spina, si confida con un amico: “Oggi ho l’ultima lezione e me la devo preparare perché non spiccica ‘na parola (…). Non coniuga i verbi, non coniuga i verbi. Parla all’infinito (…) Passerà, perché con 10 milioni a stagione di stipendio non glieli puoi far saltare perché non ha il B1!”. Addirittura si mettono d’accordo sul voto, una sufficienza risicata, che deve comparire sull’attestato. “Metti tutti 3 – ordina Rocca a Cinzia Camagna, due giorni prima dell’esame – ho sentito la rettrice ieri, la linea è quella”.
Il documento ritrovato
Per gli investigatori, che nelle perquisizioni hanno trovato un documento che irrobustisce l’ipotesi delle domande concordate e delle risposte imparate a memoria dal calciatore, il quadro è abbastanza chiaro. Manca un tassello. Com’è che un intero Ateneo si mette a disposizione di Suarez? Nel fascicolo di indagine uno dei dirigenti scolastici risulta indagato per corruzione. Se c’è un corrotto, ci deve essere anche un corruttore, ma finora non sono emersi elementi per dire che qualcuno abbia fatto pressioni sull’Università, né che abbia promesso a qualcuno vantaggi e utilità. Prima di considerare l’ipotesi corruttiva un binario morto, però, la Procura vuole capire cosa nascondono i telefonini e le mail dei docenti.