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Su quale mappa Israele vuole ora firmare la pace?

08/07/2020 DI INVICTA PALESTINA
Cosa è necessario per condannare e applicare sanzioni contro lo Stato terrorista di Israele? Per molto meno di questo, le Nazioni Unite hanno invaso l’Iraq, l’Afghanistan e la Libia, accusando questi governi di violazioni dei diritti umani.

Hugo Farías Moya – 6 luglio 2020
Israele persiste con la sua dichiarazione di annessione delle terre palestinesi in Cisgiordania, nella valle del Giordano, mentre i Paesi del mondo guardano con totale indifferenza a questa volontà criminale. Emettono deboli parole di condanna, senza ulteriori provvedimenti. Parole tiepide, solo per non essere accusati di essere complici dei crimini sionisti.
Ancora una volta insisterò su questo. Non sono palestinese, non ho origini palestinesi, non ho amici palestinesi e non ho né viaggiato né conosciuto la patria palestinese. Non sono mosso da alcun sentimentalismo di sangue o di antenati. Lo dico perché gli sciocchi continuano a dirmi che non dovrei scrivere di questo conflitto israelo-palestinese, perché non conosco questa realtà. E rispondo di nuovo che mi motiva solo il desiderio di giustizia, che è uno dei grandi valori che ho imparato dai miei genitori.
Tutto ciò che ho scritto nei miei precedenti articoli è stato condannato da varie organizzazioni internazionali, nulla di nuovo. Tutto ciò che si riferisce all’occupazione, alla colonizzazione, al saccheggio e ai crimini commessi dal sionismo non è stato sufficiente per condannare questo regime e applicare le leggi di cui la “comunità internazionale si è dotata” e per costituire un tribunale internazionale imparziale per giudicare i crimini del sionismo per la sistematica violazione dei diritti umani nei confronti del popolo palestinese.
Cosa è necessario per condannare e applicare sanzioni contro lo Stato terrorista di Israele? Per molto meno di questo, le Nazioni Unite hanno invaso l’Iraq, l’Afghanistan e la Libia, accusando questi governi di violazioni dei diritti umani. Invece non ci sono provvedimenti per costringere Israele a rinunciare a “misure unilaterali” contro la Palestina, avvertendo che il piano di annettere parti della Cisgiordania è illegale.
Tutti parlano di un conflitto e mi chiedo: di quale conflitto si parla? Se una cosa è chiara, è che ciò che Israele ha fatto finora è stato eliminare lo Stato palestinese.
Sappiamo che Israele non rispetta il diritto internazionale, che l’impunità fa parte della sua condotta abituale, che la protezione degli Stati Uniti dà loro il carburante per attaccare chi vogliono. Può fabbricare armi nucleari anche se non ha firmato il Trattato di Non Proliferazione Nucleare. L’Iran è stato condannato per il suo piano nucleare. A quando Israele?
Israele ha causato decine di migliaia di vittime palestinesi e creato due grandi campi di concentramento, come Gaza e la Cisgiordania, uguali al ghetto di Varsavia. Sembra che abbiano imparato molto dai nazisti, è come quando l’apprendista supera il maestro.
Una nazione che dopo 80 anni veste ancora i panni della vittima, quando è chiaramente l’aggressore, il torturatore, il criminale che ricatta il mondo con un genocidio, la cui colpa viene pagata dal popolo palestinese a spese del suo sangue, delle sue morti e della significativa perdita della sua terra.
Sono profondamente colpito dal fatto che diversi intellettuali ebrei siano stati pubblicamente diffamati per aver denunciato questa “soluzione finale” che i loro antenati hanno sofferto, e che ora viene usata contro i palestinesi. Trasformano l’Olocausto in un’industria, come ha dichiarato Norman Finkelstein, figlio di padre e madre prigionieri nei campi di concentramento del Terzo Reich. Nonostante la sua sofferenza, è stato in grado di mostrare il degrado morale di Israele nel suo libro “L’industria dell’olocausto”. Un regime falsificatore della storia, creatore di miti, che ruba persino la storia del popolo palestinese e la terra che occupano, i suoi costumi, la sua archeologia, il suo cibo, le sue canzoni.
Mi sono preso il tempo di leggere questo libro per poter argomentare meglio e ho notato che il libro ha il titolo giusto. Israele oggi non è più vittima di un’ideologia ormai estinta (intendo i nazisti), ma un Paese che per più di sette decenni ha goduto di benefici economici, politici e della crisi di coscienza in Paesi come la Germania, che ha versato 120 miliardi di dollari, così come la Svizzera, per riparare ai crimini del regime nazista. In questo libro: “L’industria dell’Olocausto”, si denuncia che l’80% di quei fondi di riparazione sono stati destinati a rafforzare le istituzioni sioniste, e non alle vittime.
La stessa posizione è sostenuta dallo storico israeliano Shlomo Sand, nato in Austria. Uno storico che ha causato enormi controversie tra la classe dirigente israeliana e tra quei ciechi, sordi e muti che preferiscono inventare la storia piuttosto di riconoscere di aver partecipato a un processo di occupazione e di colonizzazione a spese di un popolo che hanno massacrato.
Il regime israeliano non ha ottemperato a nessuna risoluzione di condanna delle Nazioni Unite. Tuttavia, si appella ad esse nel creare e giustificare il suo status. Queste condanne sono state emesse per gli arresti indiscriminati di coloro che lottano per la difesa della loro terra, sia uomini che donne (compresi molti bambini). Per la demolizione di case,per la costruzione di un muro vergognoso che genera ghetti e apartheid. Vediamo come i soldati distruggono i raccolti, sradicano gli ulivi, detengono brutalmente coloro che vogliono pregare nei propri luoghi sacri. Vediamo come cresce il numero di insediamenti di coloni armati in Cisgiordania, rubando le migliori terre e le falde acquifere palestinesi.
L’apartheid in Sudafrica si è concluso quando la comunità internazionale ha denunciato inequivocabilmente questa chiara violazione degli standard minimi di civiltà e di umanità.
Per spiegare meglio la crudele storia della Palestina ai miei figli, faccio un’analogia. È come se a un gruppo etnico o a una comunità, come i neri in Sudafrica, dopo aver sperimentato la brutalità del regime di apartheid, le Nazioni Unite dicessero di fondare il loro nuovo Paese in Cile. Una volta arrivati ​​in Cile, questi iniziano ad uccidere e a costringere i cileni in ghetti, quindi prendono il controllo di tutto il nostro Paese. Naturalmente, commettono tutti questi crimini sostenendo di essere un popolo perseguitato e tutti coloro che lottano per opporsi a questa espropriazione vengono bollati come terroristi.
In breve: i figli delle vittime di ieri sono i carnefici di oggi.
Nota: quando ebbero luogo i massacri di Sabra e Chatila, questo fatto causò un grande scandalo internazionale e sconvolse l’opinione pubblica israeliana, provocando una profonda crisi politica. Una settimana dopo la tragedia, il 25 settembre, circa 400.000 persone si radunarono a Tel Aviv, nella più grande manifestazione nella storia del Paese, organizzata dal movimento pacifista Shalom Ahshav e dall’opposizione israeliana. Chiesero responsabilità, dimissioni e un’indagine indipendente per chiarire cosa fosse successo.
Pongo una domanda agli israeliani che continuano a difendere il loro regime criminale: tutti coloro che scesero in piazza per protestare contro quel massacro, erano antiebraici o antisemiti? Bene, rispondo io: erano solo persone umane.
Trad: Grazia Parolari “contro ogni specismo, contro ogni schiavitù” – Invictapalestina.org