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Hameya, la sposa-bambina torturata a morte per vendetta

Articolotre 1 agosto 2018
Torturata a morte, per vendetta.

A ucciderla è stato lo stesso marito che l’aveva sposata sei mesi prima. Una fine orribile per Hameya, tragedia nella tragedia della breve vita di una bambina già finita in sposa a un uomo molto più grande di lei.
A riportare la vicenda, accaduta in Afghanistan, è il Daily Mail.
Il corpo della bimba – la cui età si stima sia tra i 7 e i 10 anni– è stato ritrovato nella serata di domenica scorsa, ha spiegato Naqibullah Amini, portavoce della polizia afghana per la provincia di Baghdis, nel nord-ovest del Paese, aggiungendo che il marito e assassino della piccola è stato arrestato dopo una fuga e si trova in attesa di essere interrogato.
Come ha spiegato al quotidiano britannico il portavoce del governatore della provincia, Jamshid Shahabi, Hameya era stata data in sposa in nome del tradizionale ‘badal’, lo scambio delle figlie fra due famiglie a scopo matrimoniale. Il ‘badal’, spiega ancora il quotidiano, consente a entrambe le famiglie di ridurre il costo del matrimonio evitando di pagare una dote.
Dopo il tragico epilogo delle nozze dell’altra bambina scambiata con Hameya e uccisa dal marito, lo sposo di Hameya – ha spiegato Shahabi – avrebbe quindi iniziato a torturarla per vendetta, finendo per ucciderla.
Il marito di Hameya, che le autorità afghane definiscono un uomo fra i 20 e i 30 anni e del quale non hanno diffuso le generalità, aveva già una moglie al momento del secondo matrimonio, celebrato sei mesi fa.
L’età minima legale per le nozze in Afghanistan – spiega il Daily Mail citando dati Onu – è di 16 anni per le donne e 18 per gli uomini, ma la pratica del matrimonio fra adulti e bambini è ancora persistente nel Paese di stampo patriarcale e tradizionalista, connesso spesso alla povertà.
Sempre secondo i dati Onu, una donna su tre in Afghanistan si sposa prima dei 18 anni.