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✊ SPECIAL NAKBA _ Gaza, veto Usa su indagine indipendente dell’Onu

Lettera43,
15 maggio 2018

Bloccata
una dichiarazione del Consiglio di Sicurezza proposta dal Kuwait, che chiedeva
un’inchiesta sui civili uccisi al confine. Intanto la Turchia espelle
l’ambasciatore israeliano.

La
Turchia ha deciso di espellere l’ambasciatore israeliano ad Ankara, Eitan Naeh,
«a causa dei morti» al confine con la Striscia di Gaza. Il 14 maggio il
presidente Erdogan aveva lanciato un’accusa pesantissima contro Tel Aviv,
spingendosi a parlare di «genocidio» del popolo palestinese (leggi anche: Gaza, il
giorno della Nakba riaccende la tensione
).
FORSE ESPULSIONE
A TEMPO
L’ambasciatore Naeh era stato convocato per protestare contro
l’uccisione di circa 60 manifestanti palestinesi a Gaza. Secondo l’agenzia
statale turca Anadolu, i funzionari del ministero degli Esteri di Ankara gli
avrebbero detto che «sarebbe appropriato che lui torni nel suo Paese per un po’
di tempo», senza specificare una scadenza. Nella tarda serata del 14 maggio, il
governo turco aveva già richiamato per consultazioni i suoi ambasciatori in
Israele e negli Stati Uniti.
VETO
SULL’INCHIESTA INDIPENDENTE
Gli Stati Uniti, intanto, hanno bloccato una
dichiarazione del Consiglio di Sicurezza Onu elaborata dal Kuwait, che
esprimeva sdegno e dolore per la morte dei civili palestinesi a Gaza e chiedeva
«un’indagine indipendente e trasparente delle Nazioni unite per determinare la
responsabilità».
PALESTINA:
MISSIONE ONU SUI CRIMINI DI ISRAELE
Il governo palestinese ha chiesto al
Consiglio dei diritti umani dell’Onu (Unhrc) «di organizzare un incontro
urgente per decidere l’invio di una missione internazionale per investigare sui
crimini commessi dalle forze di occupazione militare contro gente inerme». Il
governo di Rami Hamdallah ha detto di ritenere Israele e l’amministrazione Usa
responsabili «del massacro che ha avuto luogo contro il popolo palestinese
della Striscia».
SI
RIUNISCE IL CONSIGLIO DI SICUREZZA
Le dichiarazioni del Consiglio devono
essere approvate all’unanimità e se anche un solo Paese si oppone non possono
essere adottate. Il Consiglio di Sicurezza, in ogni caso, si riunirà il 15
maggio su richiesta del Kuwait, per discutere della situazione.
APPELLO
ONU: «AGIRE PER EVITARE UNA GUERRA»
Nikolay Mladenov, coordinatore speciale
dell’Onu per il processo di pace in Medio Oriente, nel corso di una riunione di
emergenza del Consiglio di Sicurezza sulla situazione a Gaza ha detto che
«Israele deve calibrare l’uso della forza, deve proteggere i suoi confini ma
farlo in modo proporzionato. Mentre Hamas non deve usare le proteste per
mettere bombe e compiere atti provocatori». «La comunità internazionale deve
intervenire e prevenire una guerra», ha aggiunto, definendo la situazione nella
Striscia «disperata».
IL BELGIO
CONVOCA L’AMBASCIATORE D’ISRAELE
Intanto altri Paesi si sono possi per
chiedere chiarimenti a Tel Aviv. Il Belgio ha convocato l’ambasciatore
d’Israele, Simona Frankel, dopo l’intervista choc rilasciata il 15 maggio in
cui la diplomatica ha affermato che le vittime degli scontri a Gaza erano tutti
terroristi. «Si possono sentire molte cose, ma ci sono dei limiti», ha detto il
ministro degli Esteri belga Didier Reynders.