General

Il piano di Erdogan: litigare con l’Europa per diventare un eroe musulmano

22 Marzo 2017

Nei Paesi musulmani la sua popolarità è altissima. Propaganda e orgoglio anti-occidentale aiutano il leader turco che, nel frattempo, deve correre ai ripari per rimediare alla difficile situazione economica del suo Paese

Da quando la Turchia, sotto la presidenza di Erdoğan, ha rivolto decisamente lo sguardo verso est, iniziando una dura contrapposizione con l’Occidente, le opinioni pubbliche europee sono progressivamente diventate sempre più ostili ad Ankara e alla sua politica. Le repressioni in patria, i toni arroganti coi partner europei, le minacce di scatenare un’invasione di profughi sono solo alcuni dei temi che hanno creato intorno a Erdoğan l’immagine di un autocrate islamista e pericoloso per l’Europa.

Specularmente la fama del presidente turco è andata crescendo negli ex territori arabi dell’Impero Ottomano, dove le opinioni pubbliche apprezzano tanto la retorica anti-occidentale quanto la solidarietà mostrata nei confronti delle Primavere arabe, della Fratellanza musulmana, della causa palestinese e della ribellione siriana.

Guidando attraverso il sud desertico della Giordania, Hassan – 53 anni, ex proprietario di un negozio di souvenir a Petra e ora saltuariamente taxista – racconta: «Siamo in tanti adesso a pensare che staremmo meglio sotto Erdoğan e la Turchia che non sotto il nostro Re. Il Re pensa solo a se stesso, qui l’economia va male e lui da un lato fa accordi sotto banco con Assad per paura delle Primavere arabe, dall’altro ospita milioni di profughi siriani per poter dire che lui è dalla parte del popolo arabo. Erdoğan invece è davvero dalla parte degli arabi, li difende da Israele, che ha contribuito a creare l’Isis per destabilizzare la regione, e dagli sciiti».