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La “caccia al migrante” sui treni tra Italia e Francia viola le leggi e i diritti umani

10 Febbraio 2017


Quanto c’è di legale nei respingimenti operati dalla polizia francese direttamente sui treni? “Praticamente niente”, spiega Anna Brambilla, avvocata di Asgi, che da tempo segue la situazione alla frontiera italo-francese: “Il problema è veramente complesso, e di violazioni ce ne sono parecchie”.

Ogni giorno a Ventimiglia centinaia di migranti provano ad attraversare la frontiera tra Italia e Francia salendo sui treni diretti a Mentone. Passato il confine, la polizia francese perquisice le carrozze, alla ricerca dei gruppi di stranieri, operazione per cui ha chiesto anche l’aiuto della SNCF, la società ferroviaria francese. Una volta trovati, i migranti vengono fermati e costretti a scendere alla fermata successiva, portati sulla banchina in direzione opposta e rimandati verso l’Italia, senza distinzioni e senza che venga esaminata in alcun modo la loro situazione. Molti di loro, come documentato nel video di Fanpage.it, sono minorenni, che hanno raccontato di aver provato più volte a passare il confine in questo modo.

La situazione è stata denunciata anche da Amnesty International Francia. “Le persone controllate alla frontiera si ritrovano in grande maggioranza private di qualsiasi possibilità di far valere i loro diritti, in particolare quello di chiedere asilo”, ha spiegato Jean-François Dubost, che ha coordinato per la Ong una missione di monitoraggio, evidenziando che “i bambini sono respinti allo stesso titolo degli adulti, in modo sbrigativo e senza possibilità di esercitare il loro diritto e senza neppure essere accompagnati” da un adulto.