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Burundi e l’inquietante morte del capo delle Imbonerakure

2 Dicembre 2016

Mbonimpa è stato ucciso un giorno dopo l’attentato al Consigliere Nyamitwe



Kampala – Questa settimana in Burundi si è verificato una preoccupante escalation di violenza. Lunedì 28 novembre il Consigliere speciale della Presidenza Willy Nyamitwe è sopravvissuto ad un tentativo di omicidio  mentre stava ritornando presso la sua abitazione nel distretto di Kajaga. Giovedì 1° dicembre cinque alti ufficiali dell’esercito burundese sono stati arrestati e trattenuti dai servizi segreti (Service de Reinsegnment Burundais – SNR) in località segrete. Tra essi il Colonnello Jean Baptiste Miruho detto Miros, ex ufficiale del movimento guerrigliero Forze di Democratiche di Difesa (FDD), l’ala militare del partito del dittatore Pierre Nkurunziza rientrato dalle operazioni del contingente militare della MINUSCA, missione di pace ONU in Centrafrica. Le FDD furono i principali attori della lunga guerra civile contro il governo del Presidente Pierre Buyoya (1993 – 2004).
Arrestato anche il Colonnello Nestor Bahati e il Capitano Iranyibutse Cèlestin. Il Colonnello Swedy responsabile della logistica della Polizia sarebbe riuscito a scappare, ora è ricercato su tutto il territorio nazionale. Sia Nyamitwe che gli alti ufficiali arrestati sono parte integrante del sistema repressivo ideato da Nkurunziza per mantenersi al potere oltre il suo secondo mandato presidenziale contro la volontà popolare. Gli ufficiali sono dei fedelissimi al numero due del regime, il Commissario di Polizia, Generale Alain Guillaume Bunyoni.
Il fatto di cronaca nera più significativo riguarda l’assassinio di Jean Paul Mbonimpa, leader delle milizie genocidarie Imbonerakure. Mbonimpa è stato barbaramente massacrato all’arma bianca martedì 29 novembre sulle colline di Karamagi, comune di Kirundo, al nord del Burundi. Secondo parziali ricostruzioni di testimoni oculari il leader delle milizie genocidarie è stato ucciso durante una disputa tra Imbonerakure e individui sconosciuti. Il responsabile della cellula ‘patriottica’ delle Imbonerakure nella provincia di Kirundo afferma che la morte di Mbonimpa non ha matrici politiche. Mbonimpa è stato ucciso un giorno dopo l’attentato al Consigliere Nyamitwe e l’ultimo giorno della settimana di parate militari organizzate in tutto il Burundi dalle milizie Imbonerakure. Una dimostrazione di forza voluta dal regime durata dal 19 al 29 novembre. Durante le parate i miliziani avevano lanciato slogan inneggianti allo sterminio dei tutsi burundesi e la guerra contro il Rwanda.
“Willy Nyamitwe è un personaggio chiave all’interno della macchina repressiva di Nkurunziza. Gli ufficiali arrestati sono prossimi al numero due: il Generale Bunyoni. Jean Paul Mbonimpa era il leader delle Imbonerakure, una forza pilastro del sistema di difesa del regime in grado di far scatenare il genocidio. Tutti questi episodi non sono legati ad azioni militari dell’opposizione armata. Sono dei regolamenti di conti all’interno del CNDD-FDD. Una pericolosa guerra tra estremisti hutu per il controllo del potere che avrà dei risvolti imprevedibili per l’immediato futuro del Burundi” spiega una fonte protetta in breve permanenza in Europa.
Cosa sta succedendo in Burundi?
Le aggressioni a leader del regime e gli arresti di alti ufficiali sono collegate e seguono una catena logica di eventi che nascondono un complotto architettato all’interno del partito al potere. Secondo varie fonti della Società Civile burundese il Comandante della Polizia e responsabile della sicurezza interna, il Generale Allain Guillaume Bunyoni dal luglio 2016 stava pianificando un colpo di stato per destituire Pierre Nkurunziza e consegnarlo alla giustizia internazionale. Il piano del Generale Bunyoni, prevedeva una escalation diplomatica contro il Rwanda e il Belgio con l’intento di provocare gravi tensioni regionali e scontri di frontiera per attirare altrove l’attenzione del dittatore Nkurunziza. Il Generale Bunyoni, supportato da alti ufficiali dell’esercito, della polizia, dalle milizie Imbonerakure, doveva approfittare del caos creato per attuare il colpo di stato proclamandosi Presidente.
La metodica realizzazione del piano prevedeva il suo epilogo a metà settembre quando doveva scattare l’ora X. Per evitare di subire le sorti del precedente colpo di stato fallito nel maggio 2015, il Generale Bunyoni doveva assicurarsi il controllo del partito CNDD-FDD e delle milizie Imbonerakure. Bunyoni avrebbe ricevuto alla fine di luglio assicurazioni di alleanza politica da parte di Jean Paul Mbonimpa, leader Imbonerakure. Rimaneva la conquista del partito attraverso la sostituzione del ‘consiglio dei saggi’ fedeli a Nkurunziza con un comitato centrale fedele a Bunyoni.