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La strage nel sud della Turchia

20 Agosto 2016

A Gaziantep, durante una festa di matrimonio: ci sono almeno 50 morti e si parla di un attentato, forse dell’ISIS

Almeno 50 persone sono morte e altre 73 sono rimaste ferite in un’esplosione che ha colpito un matrimonio nella città di Gaziantep, nel sud della Turchia, vicino al confine con la Siria. Secondo i media turchi l’esplosione è stata causata da un attacco terroristico compiuto da un attentatore suicida. Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha detto che potrebbe essersi trattato di un attentato dello Stato Islamico (o ISIS). Gazientep, che ha un milione e mezzo di abitanti, è sospettata da tempo di ospitare alcune cellule dello Stato Islamico. Lo scorso maggio un attentatore suicida legato all’organizzazione aveva ucciso due poliziotti.

La bomba è esplosa poco prima delle 23, le 22 in Italia, in una zona della città abitata soprattutto da curdi. A quell’ora, numerosi ospiti di un matrimonio si erano spostati in strada per continuare i festeggiamenti. Diversi funzionari e giornalisti che si trovano sul posto hanno ipotizzato che a far esplodere la bomba sia stato un attentatore suicida. Gaziantep si trova a poco più di cento chilometri da Aleppo, la seconda città più grande della Siria, dove da anni è in corso una delle battaglie più importanti della guerra. Il partito curdo HDP ha detto che il matrimonio che è stato attaccato era un matrimonio curdo e che diversi sostenitori del gruppo sono stati uccisi.

Nel corso dell’ultimo anno, la Turchia è stata colpita da numerosi attacchi terroristici: praticamente uno al mese. Alcuni attentati sono stati organizzati dallo Stato Islamico, altri dai miliziani che combattono per una maggiore autonomia della minoranza curda. A giugno, uno di questi attacchi ha causato 44 morti all’aeroporto di Istanbul.

Secondo Mark Lowen, corrispondente di BBC da Istanbul, l’attacco di Gaziantep potrebbe essere collegato alle numerose sconfitte sul campo subite dallo Stato Islamico in Siria negli ultimi mesi. Lo scorso 13 agosto, ad esempio, le milizie curde e i loro alleati arabi, appoggiati dagli aerei americani, hanno conquistato Manbij, una città strategica poco lontano dal confine con la Turchia. Se l’attacco fosse stato compiuto dall’ISIS, scrive Lowen, potrebbe trattarsi di una rappresaglia per la vittoria ottenuta dai curdi qualche decina di chilometri più a sud.