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Dalla campagna #WithRefugees fino a #Rio2016, un’estate al fianco dei rifugiati

di Silvia Morosi, 16 giugno 2016.

Popole Misenga – judoka congolese della squadra dei rifugiati che prenderanno parte a Rio 2016

Rifugiati, sfollati, richiedenti asilo. Alla fine del 2014 hanno
raggiunto la cifra record di 59,5 milioni e sono in continuo aumento da
allora. Per celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato, il 20 Giugno, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite (Unhcr) ha lanciato la campagna #WithRefugees, che durerà fino al 19 settembre. 

L’iniziativa ha come obiettivo quello di far conoscere queste persone
che sempre più spesso arrivano nei nostri Paesi per sfuggire alla fame,
alla guerra e alle violenze, attraverso i loro sogni e le loro speranze.
Che sono uguali alle nostre: avere un lavoro, andare a scuola, avere un
posto da chiamare casa. Per mostrare ai leader mondiali che il pubblico
globale sta dalla parte dei rifugiati, l’UNHCR ha lanciato una
petizione per inviare un messaggio ai governi affinché lavorino insieme e
facciano la loro parte.



La petizione #WithRefugees verrà presentata all’Assemblea
Generale delle Nazioni Unite al Quartier Generale ONU a New York il 19
Settembre,
e chiede ai governi di garantire che ogni bambino
rifugiato abbia un’educazione, che ogni famiglia rifugiata abbia un
posto sicuro in cui vivere, che ogni rifugiato possa lavorare o
acquisire nuove competenze per dare il suo contributo alla comunità. La
petizione, le storie dei rifugiati e delle rifugiate, le testimonianze
di solidarietà di volti famosi della cultura, dello sport e dello
spettacolo, nonché informazioni sugli eventi in programma sono
disponibili sul sito della campagna www.unhcr.it/withrefugees



Una buona notizia di integrazione arriva anche dal Comitato
olimpico internazionale che il 3 giugno scorso ha annunciato
ufficialmente che quest’anno a Rio per la prima volta gareggerà anche
una squadra formata da dieci rifugiati di diverse nazionalità.



Ci sono due siriani nel nuoto: un uomo, Rami Anis e una donna, Yusra Mardini.


Cinque del Sud Sudan nell’atletica: Yiech Pur Biel,
James Nyang Chiengjiek, Paulo Amotun Lokoro (uomini) e Anjelina Nada
Lohalith e Rose Nathike Lokonyen (donne).



Due della Repubblica Democratica del Congo nel judo: un uomo, Popole Misenga e una donna, Yolande Bukasa Mabika.


Un etiope nell’atletica: Yonas Kinde.


Non era mai successo che un rifugiato partecipasse ai giochi olimpici.


Secondo il presidente del Cio (Comitato Olimpico Internazionale) Thomas Bach,

“la squadra sarà un simbolo di speranza che servirà ad
attirare l’attenzione di tutto il mondo sulla gravità della crisi dei
migranti”.


Il 5 agosto, durante la cerimonia di inaugurazione dei giochi
allo stadio Maracanà, gli atleti sfileranno sotto la bandiera olimpica
subito prima del Brasile, che chiuderà l’evento.

FONTE: Buonenotizie.corriere