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Colonia Dignidad: la vergogna dell’enclave nazista in Cile

di David
Lifodi, 18 Maggio 2016.


Ad
oltre 400 chilometri da Santiago e a poco più di 80 a nord-est della
città di Concepción si trova una delle maggiori vergogne del Cile e
dell’intera America Latina: si tratta della ex Colonia Dignidad,
che a partire dagli anni ’60 si trasformò in una sorta di
enclave
autonoma popolata dai nazisti tedeschi in fuga dal loro paese che si
rifecero una nuova vita al servizio del regime pinochettista cileno.



Il caso della ex Colonia
Dignidad è tornato alla ribalta delle cronache lo scorso 24
febbraio, quando alcuni turisti trovarono casualmente dei resti di
ossa umane nelle vicinanze del Río Itata, nei pressi del ristorante
Casino Familiar, di proprietà della
holding
Villa
Baviera. 

Il ritrovamento delle ossa è avvenuto nella tenuta di
Bulnes, dove il nazista Paul Schäfer e compagni avevano dato vita,
nel 1961, proprio alla Colonia Dignidad. 

Fedelissimo di Hitler,
Schäfer fuggì dalla Germania quando capì che l’ordine di cattura
a suo carico per i crimini commessi durante il nazismo lo avrebbe
potuto condurre diritto in prigione. La zona
precordillerana
di Parral, sulle rive del fiume Perquilauquén, divenne ben presto
una comune di estrema destra che, grazie all’astuzia di Schäfer,
riuscì a farsi passare come una sorta di confraternita religiosa. 

Lo
stesso Schäfer, per anni, si spacciò come predicatore di una setta
religiosa. 

In breve tempo, mascherati sotto la denominazione di
Sociedad Benefactora y Educacional Dignidad, i nazi ottennero
dall’allora presidente del Cile Jorge Alessandri personalità
giuridica e l’esenzione dalle tasse. 

I criminali nazisti misero su
un vero e proprio staterello indipendente che non solo non
riconosceva le leggi dello stato cileno, ma impose la schiavitù agli
abitanti che vivevano in quella zona e, loro malgrado, furono
inglobati dalla Colonia Dignidad. Schäfer e compagni pensarono di
essersi trasferiti nel “miglior paese possibile” quando Augusto
Pinochet prese il potere l’11 settembre 1973. 

La Colonia Dignidad
divenne ben presto sede logistica e operativa delle squadracce
fasciste di Patria y Libertad che, fin dal successo elettorale di
Salvador Allende, stavano progettando una serie di iniziative di
carattere terrorista per spodestarlo dalla Moneda. La Brigada Sur
della Dina, la polizia politica pinochettista, trovò sede in un
appartamento della Sociedad Benefactora y Educacional Dignidad,
mentre la Colonia Dignidad si trasformò in una delle principali sedi
di tortura dei prigionieri politici: dai racconti dei sopravvissuti
pare che almeno 120 oppositori siano passati per Parral, dove sono
stati giustiziati. 

Quando nel 1979 Augusto Pinochet ordinò la
cosiddetta Operación Retiro de Televisores, che consisteva
nell’esumazione dei cadaveri degli oppositori politici al fine di
farne sparire i resti, la Colonia Dignidad fu tra i luoghi
protagonisti di questo macabro quanto diabolico piano. 

In una fossa
clandestina della Colonia, Schäfer e i suoi compagni fecero sparire
almeno 22 corpi di
desaparecidos,
polverizzati con fosforo chimico e, per maggiore sicurezza, dispersi
nel fiume Perquilauquén, da dove poi sono riemersi, come
testimoniato dai ritrovamenti dello scorso febbraio. 

Il legame tra la
dittatura cilena e la Colonia Dignidad era tale che Schäfer, quando
capì la probabile sconfitta nel referendum del 1988 (che chiedeva
l’ulteriore prolungamento di otto anni alla presidenza del paese
per Pinochet e sancì la sconfitta del generale), ordinò ai suoi
uomini di far sparire di tutti gli oggetti rubati agli oppositori
politici durante la loro detenzione. 

Sembrava l’inizio della fine,
a maggiore quando nel 1991 il governo democratico di Patricio Aylwin
tolse la personalità giuridica alla Colonia Dignidad che però,
grazie all’astuzia di Schäfer addirittura coronò il proprio
progetto di espansione tramite un’opera di camuffamento. 

Il nazista
fondò un vero e proprio impero economico composto da numerose
imprese, sorte grazie ai proventi accumulati all’epoca della
Sociedad Benefactora y Educacional Dignidad. Nacquero Inmobiliaria e
Inversiones Cerro Florido Ltda, che amministra tuttora tutti gli
immobili dell’ex colonia, Productora y Distribuidora de Alimentos
Prodal Ltda, una catena dedicata alla ristorazione e, sempre in
questo settore, Abratec S.A., che gestisce tutti gli hotel e i
ristoranti di proprietà della Colonia Dignidad. 

Sebbene Schäfer sia
morto nel 2010, dopo che nel 1997 era fuggito in Argentina per essere
poi arrestato e ricondotto in Cile, dove è stato condannato al
carcere, l’
enclave
nazi è tutt’altro che scomparsa, come testimoniano le floride
attività della
holding
Villa Baviera. 

Tra coloro che furono fatti prigionieri e condotti
alla Colonia Dignidad, dove saranno torturati e uccisi, tra gli
altri, il militante
mirista
Álvaro Vallejos Villagrán e il cittadino cileno francese Alfonso
Chanfreau, il sacerdote spagnolo Antonio LLidó (anch’esso ritenuto
vicino al Movimiento de Izquierda Revolucionaria) e i militanti del
Movimiento de Acción Popular Unitaria (Mapu) Juan Maino, Elizabeth
Rekas (incinta di quattro mesi al momento della
desaparición)
e Antonio Elizondo.



Alla fine di aprile, un
reportage di
alainet.org
definì Villa Baviera/Colonia Dignidad come un insulto al paese:
associarci è il minimo che possiamo fare.


 
Fonte: La bottega del Barbieri