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Bolzaneto, l’Ordine dei medici si tiene stretti i torturatori.

di Rosa Cella, popoffquotidiano, 06 Aprile 2016

In 117 chiedono
la radiazione dei medici violenti durante il G8 di Genova. L’Ordine
non risponde nonostante interrogazione alla Camera.






http://popoffquotidiano.it/wp-content/uploads/2016/04/diaz-news-1000x400-e1459527212997.jpg
dal film Don’t clean up this blood


L’ultimo appello
è una lettera che il consigliere comunale genovese Leonardo Chessa
ha inviato oggi alla stampa per chiedere che non cali il silenzio su
quanto accaduto nella caserma di
Bolzaneto
durante il
G8
di Genova

per mano dei medici Zaccardi e
Toccafondi,
quest’ultimo conosciuto anche come “dottor mimetica” per la sua
“mano pesante” usata con i manifestanti.



Chessa,
medico ora in pensione, nell’aprile dell’anno scorso si era fatto
promotore di una petizione, firmata con altri
117
medici
,
per chiedere all’Ordine dei medici provinciale, a quello nazionale
e al ministro della salute che Toccafondi e
Zaccardi
venissero radiati in quanto “essendosi resi responsabili di gravi
illeciti, hanno screditato tutti i medici italiani”.  La petizione è
rimasta lettera morta, nessuna risposta.



La petizione
era il frutto dell’indignazione nel vedere, a fronte di tanta
violenza, nessun riscontro, vi si legge infatti: “l’Ordine dei
Medici di Genova, ad oggi, ha inflitto una breve sospensione al
dottor Toccafondi senza prendere alcun provvedimento nei confronti
della Zaccardi, nonostante la Sentenza della Corte di Cassazione n°
1865 in cui il Giudice rigetta anche il ricorso della Zaccardi che
era stata condannata in secondo grado per reati analoghi a quelli di
Toccafondi, dichiarandone tuttavia l’avvenuta estinzione solo in
conseguenza della prescrizione”.



La questione
nelle scorse settimane è arrivata in Aula alla Camera grazie al
deputato Stefano
Quaranta
(anche lui di Sel come Chessa) che ha chiesto al Ministro della
salute se fosse informato sulla vicenda e se non ritenesse opportuno
intervenire. 

La risposta del sottosegretario De
Filippo

è arrivata cortese e precisa ma non ha smosso di un millimetro la
situazione: la competenza è dell’Ordine dei medici di Genova.


Al momento la
situazione non ha vie d’uscita, dice Chessa. 

Non resta che
aspettare l’ennesima condanna della
Corte
europea dei diritti dell’uomo
,
che dopo essersi occupata dei fatti della
Diaz,
prenda in considerazione quanto avvenuto a Bolzaneto. 

Certo fa un po’
effetto pensare che chi si è macchiato di tali crudeltà e abbia
agito con tale efferatezza (così scrive la
Corte
di Cassazione
:
“si trattava di persone trascinate, umiliate percosse, spesso già
ferite, atterrite, infreddolite, affamate, assetate, sfinite dalla
mancanza di sonno, preda dell’altrui capriccio aggressivo e
violento, sostanzialmente già seviziate”) continui a lavorare come
dirigente medico presso la casa circondariale di Marassi (è il caso
della Zaccardi). 

Per Chessa e 117 medici che hanno firmato la
petizione non può esserci posto all’interno dell’Ordine dei
medici per chi ha avuto un tale comportamento.  

Purtroppo, sembrano
essere i soli a pensarlo
.


Di seguito la
lettera
aperta

del consigliere Chessa:


 “In
qualità di medico presso l’Ospedale San Martino nel 2001 e quale
attuale consigliere comunale nel Comune di Genova per Sinistra
Ecologia Libertà, da sempre mi sono battuto in quanto testimone dei
giorni tragici del G8 perché la giustizia si affermasse contro ogni
abuso, violenza e tortura verificatesi nelle strade di Genova prima;
nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto poi.



http://tigella.altervista.org/wp-content/uploads/2012/03/diaz.jpg
Don’t clean up this blood

Ho appreso
con stupore e delusione che, con la sentenza di Cassazione su
Bolzaneto, per la maggior parte degli imputati, pur condannati, le
condanne non avrebbero avuto alcun esito grazie alla prescrizione dei
reati.


Colpito in
particolare dalle figure del dottor Toccafondi e della dott.ssa
Zaccardi, presenti appunto nel 2001 nella caserma di Bolzaneto, mi
sono impegnato personalmente, dopo l’esito del processo, a farmi 
promotore di una petizione per chiederne la radiazione dall’Ordine
dei Medici affinché costoro che si sono messi in luce proprio per la
loro crudeltà ed efferatezza venissero allontanati dalla
professione.


Adesso la
petizione c’è: è stata firmata da 117 medici, ma è stata
ignorata dall’Ordine dei Medici di Genova e dalla Federazione
Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. […]


Il deputato
Stefano Quaranta l’ha portata all’attenzione della Camera dei
Deputati attraverso la presentazione di un’interpellanza urgente
con cui viene reiterata la richiesta di radiazione dall’Ordine per
i due medici coinvolti.


Interessante
è la risposta del Sottosegretario di Stato per la Salute, Vito de
Filippo, che nel richiamare la sentenza della Corte Europea per i
diritti dell’uomo “la quale ha stabilito che… nel corso del G8
del 2001 l’Italia violò il divieto di infliggere torture e
trattamenti inumani e che la reazione delle Autorità non è stata
adeguata”, dichiara che la responsabilità di provvedimenti
disciplinari è di competenza dell’Ordine dei Medici, ma sottolinea
anche che, “per quanto riguarda l’adozione di iniziative
normative volte all’allontanamento delle persone condannate da
luoghi sensibili, l’ordinamento prevede già oggi pene accessorie
la cui irrogazione è rimessa alla insindacabile valutazione
dell’autorità giudiziaria.



Riusciremo a
recuperare una piccola parte di giustizia per quella che Amnesty
International ha definito la più grande violazione dei diritti umani
nel Paese dal dopoguerra?”


Leonardo
Chessa, consigliere Sel /Rete a sinistra Comune di Genova.