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Annette Groth: determinazione politica e diritti umani

Carissime
lettrici, carissimi lettori,

Vista
l’importanza della deputata tedesca Annette Groth, conosciuta per il suo
coraggio e la sua determinazione anche all’estero, oggi vorremmo presentarvi
l’intervista che abbiamo condotto con lei in aprile anche in traduzione
italiana. Vorrei dedicare questa intervista alle vittime della tragedia di Gaza
della scorsa estate.


Il suo messaggio come anche il nostro consiste nell’importanza di parlare della
Palestina e di non tacere quando si tratta dei crimini di guerra israeliani.



Prima di
passare la parola ad Annette Groth, vorrei mostravi due foto che mi ha mandato.

Ecco il commento di Annette Groth su queste foto, indirizzato ai nostri
lettori:

Eccovi una foto nella centrale del calcio francese a
Parigi, quando il 15.9., insieme a degli attivisti e delle attiviste francesi,
ho condannato l’arresto dei calciatori palestinesi, richiedendo l’esclusione di
Israele dalla FIFA.





Ecco la foto migliore, per via del
T-Shirt!


Ronnie Kasrils, ex-ministro sudafricano della telecomunicazione e attivista
pro-palestinese, con me a Parigi il 1.11. 2014 in occasione di una festa
culturale di solidarietà con la Palestina a cui hanno partecipato oltre 6000
persone!

 


 




Dr. phil.
Milena Rampoldi: In che senso il partito tedesco di sinistra Die Linke può oggi
contribuire alla costruzione dello stato palestinese?

Annette
Groth: In verità possiamo fare poco o niente. Sono altri attori che lo devono
fare. Ma quello che possiamo fare noi: possiamo richiedere il riconoscimento
dello stato palestinese. E possiamo iniziare e promuovere la discussione in merito
affinché la gente parli della Palestina e inizi a conoscere il fulcro della
problematica. Infatti tacere sulle
violazioni dei diritti umani in Palestina ed a Gaza è una cosa orrenda. Si vedrà
fino a quando il tutto potrà andare avanti in questo modo.
 

Dr. phil.
Milena Rampoldi: Che importanza ha una soluzione rapida del conflitto tra
Israele e Palestina e perché?

Annette
Groth: È ovvio che, come ci suggerisce Uri Avnery, se le cose rimangono come
sono in questi due paesi, questi due paesi si autodistruggeranno. L’intera
regione è una mina vagante. Il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite deve
intervenire con assoluta urgenza. Le violazioni dei diritti umani, commesse da Israele
nei confronti dei palestinesi, sono talmente pesanti che si deve agire
immediatamente. In questo contesto vorrei far riferimento al doppio standard
per quanto riguarda i diritti umani, giustamente criticato da molti. Non posso
immaginarmi un paese che viene invaso, come Gaza da Israele la scorsa estate… infatti
i bombardamenti hanno distrutto completamente la striscia di Gaza… e ne abbiamo
parlato poco. Pochi si sono ribellati. Ma non appena Putin ha invaso la Crimea,
sono subito seguite le sanzioni. E Israele…?

Dr. phil.
Milena Rampoldi: Che cosa vorrebbe dire ai bambini di Gaza?

Annette
Groth: Vorrei dire loro che farò tutto il possibile per portare i criminali di
guerra davanti al Tribunale Penale Internazionale dell’Aia. Questo lo dobbiamo
alla gente di Gaza. Abbiamo taciuto per troppo tempo. E dobbiamo porre fine a
tutto questo silenzio.

Le violazioni
die diritti umani commesse dagli israeliani nei confronti della popolazione
palestinese devono essere condannate nei nostri media, ma purtroppo la maggior
parte di loro tace.

Per
aumentare la pressione sul governo israeliano e promuovere le discussioni nei
media, sono a favore di un’immediata sospensione del contratto di associazione
tra l’UE e Israele. Infatti l’articolo 2 obbliga tutti i contraenti di
attenersi ai diritti umani che da anni vengono violati pesantemente. L’anno
scorso 63 deputate/i del Parlamento Europeo hanno richiesto la sospensione del
trattato, indirizzando una lettera alla Commissione dell’UE. Molti gruppi di
attivisti pro-palestinesi in Europa si sono uniti a questa richiesta,
raccogliendo delle firme. In particolare, soprattutto in Germania,
quest’iniziativa è ancora poco conosciuta, ma io la faccio conoscere,
richiedendo da tempo la sospensione del trattato di associazione. Il fatto che
la sospensione di un trattato di associazione sia possibile a causa di
violazioni continue dei diritti umani lo dimostra l’esempio dello Sri Lanka. Il
trattato tra l’UE e lo Sri Lanka era stato sospeso per alcuni anni perché il
governo non si era opposto alle pesanti violazioni dei diritti umani commesse
dal gruppo etnico tamil.

Vorrei dire
nuovamente ai bambini di Gaza che richiedo la fine immediata del blocco della
striscia di Gaza, come decisa dal Parlamento tedesco già nel 2010. Dopo l’aggressione
dell’esercito israeliano contro la Free Gaza Flotilla, a cui ho partecipato
personalmente, con 9 morti e molti attivisti gravemente feriti anche i politici
tedeschi erano scioccati e hanno richiesto la fine del blocco della striscia di
Gaza. Purtroppo questa richiesta è poco conosciuta e alla fine è rimasta priva
di esito visto che il blocco viene mantenuto fino ad oggi causando estrema
sofferenza per la popolazione. Le case distrutte nella guerra di aggressione
israeliana dell’estate del 2014 ancora non sono state ricostruite, visto che
manca il materiale che il governo israeliano non permette di importare. Si
tratta di una tragedia orrenda. La maggior parte delle persone non ha neppure
l’accesso all’acqua potabile pulita e vegeta nelle case distrutte, ecc. Questa
situazione deve avere fine. Dobbiamo informare il pubblico tedesco riguardo a
queste terribili violazioni dei diritti umani e richiedere ai nostri politici
di far finalmente pressione sui loro “amici israeliani” affinché cambino
urgentemente rotta, abbandonando la loro politica contraria ai diritti umani.

Dr. phil.
Milena Rampoldi: Che importanza ha l’unione di tutte le forze pacifiste di
entrambe le parti per costruire una pace duratura?

Annette
Groth: Ovviamente quest’aspetto è di fondamentale importanza. Ma vedo grossi
problemi per i gruppi di attivisti per i diritti umani e i gruppi pacifisti. Se
il nuovo progetto di Netanyahu passa, potrebbe significare la fine per tante
associazioni. Infatti il governo israeliano vuole vietare ai gruppi per i
diritti umani in Israele di ottenere sostegno finanziario dall’estero. Per fare
due esempi: se l’organizzazione pacifista Gush Shalom di Uri Avnery o la coalizione
contro la demolizione delle case di Jeff Halper non ottiene aiuti finanziari
dall’estero, si ritrovano limitatissime nel loro raggio d’azione. Contro un
progetto di legge del genere si deve combattere anche all’estero. Dobbiamo dire
chiaramente ad Israele: se agite in questo modo, perdete anche il nostro
sostegno.

Dr. phil.
Milena Rampoldi: Che utopia politica ha in mente per il Medio Oriente?

Annette
Groth: La soluzione basata sui due stati come la auspica la sinistra tedesca,
non è più possibile. Basta dare un’occhiata alla cartina della Palestina. Il
paese è completamente spezzettato. Dei terreni agricoli sono divisi da strade o
recinti, pozzi d’acqua palestinesi sono distrutti, ecc. Solo se Palestina
ottiene risorse (terre e acqua) sufficienti e giuste potrebbe sopravvivere come
stato. Ma sono scettica a riguardo.

Dr. phil.
Milena Rampoldi: Che cosa vorrebbe dirci del governo Netanyahu?

Annette Groth:
Su questo tema, vorrei far riferimento all’articolo dell’autore di Gerusalemme
Nir Baram, pubblicato su “Der Spiegel” e intitolato „Das Gift hat gewirkt“ (Il
veleno ha avuto successo).

Qui trovate
l’intervista di Nir Baram:

http://www.tagesspiegel.de/weltspiegel/sonntag/sonntagsinterview/interviewmitnirbaram

israelistdieblasetelavivistauthentisch/7791358.html

Un estratto
dell’articolo lo trovate qui:  

https://magazin.spiegel.de/digital/?utm_source=spon&utm_campaign=inhaltsverzeichnis#SP/2015/

13/132696545

Sull’articolo
di Baram vorrei dire questo: Netanyahu ha vinto le elezioni perché ha reso
invisibili i palestinesi. I temi principali erano la guerra del potere, la
sinistra ipocrita, e la campagna denigratoria di Lieberman contro gli arabi
israeliani. Ma soprattutto Netanyahu è riuscito a convincere gli israeliani di
essere le vittime con una parola d’ordine simile a questa: Tutto il mondo è
nostro nemico… Abbiamo paura, ecc.

Ci sono
stati molti episodi di razzismo e anche di minacce di morte contro giornalisti
impegnati come Gideon Levy o Amira Hassa che ad esempio hanno criticato la
guerra di Gaza e le violazioni dei diritti umani dei palestinesi. Questa svolta
verso destra della società israeliana dovrebbe preoccupare anche noi.